Caterina Giglio, nata a Roma nel 1970, inizia il proprio percorso creativo negli anni del Liceo Artistico Sperimentale. La sua vitalità artistica è poliedrica: per undici anni lavora nell’ambito teatrale come attrice, costumista e scenografa. Parallelamente, si dedica al tema del riciclo creativo, trasformando oggetti vintage in opere uniche, come borse e arazzi; tra i suoi lavori più iconici, si distingue un arazzo di oltre tre metri, realizzato con cravatte anni ‘60.
Negli ultimi anni sta esplorando le molteplici identità del disegno pittorico, usando in particolare lo schizzo a pennino su carta e altri supporti. Queste opere sono popolate da figure femminili potenti, simboli di sensualità, maternità, saggezza e accoglienza. È un mondo fluido e universale, fatto di forme corporee che si slanciano verso il cielo come alberi, fioriscono e si trasformano continuamente, all’interno di una danza matissiana.
Tra le mostre recente più significative di Giglio si ricordano la personale del 2025 presso Basile Contemporary e la retrospettiva ANImATAMeNTE, presentata nel 2024 a Palazzo Velli, Roma.
