INFO
Dal 15 novembre all’11 gennaio 2027
Vernissage: Domenica 15 novembre 5:00 – 9:30 pm
Von Buren Contemporary
Via Giulia 13
00186 Roma
The Romantics
mostra collettiva natalizia con le opere di
Riccardo Albiero Pietro Bandini Dario Bronzini Lucianella Cafagna
Paolo Cancelliere Alessio Deli Luca Di Branco Giuseppe Gallace
Simona Gasperini Vittorio Iavazzo KeziaT Juan José Martínez Cánovas
Paolo Migliazza Kristina Milakovic Niccolò Moretti Anastasia Norenko
Claire Piredda Sofia Podestà Felice Ravagnoli Agostino Rocco
Vera Rossi Marco Stefanucci
Il mondo deve essere Romanticizzato. Così si ritrova il senso originario…
Novalis (1772-1801)
Von Buren Contemporary è lieta di presentare THE ROMANTICS, una mostra collettiva natalizia ricca e suggestiva, dedicata all’epoca Romantica.
Con la partecipazione di 22 artisti e una pluralità di linguaggi espressivi – dalla pittura al disegno, dalla scultura alla fotografia, dal collage alla ceramica – The Romantics trasforma la galleria stessa in un’installazione artistica. Un ambiente immersivo in cui i visitatori sono invitati a lasciarsi avvolgere e a smarrirsi, anche solo per un breve istante, in un universo di bellezza, meraviglia e poesia.
Gli artisti selezionati condividono una particolare affinità con i principi e la sensibilità del Romanticismo, fiorito tra la fine del XVIII e la metà del XIX secolo. Gli elementi chiave di questo movimento sono la centralità delle emozioni e dell’immaginazione in contrapposizione al primato illuminista della ragione e dell’intelletto; l’esaltazione dell’individuo e dell’espressione personale; l’esplorazione dei conflitti interiori; la profonda riverenza per la natura; il fascino per il passato, e il desiderio di magia e trascendenza.
In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, gli artisti hanno trovato un terreno comune nella sensibilità Romantica: nella celebrazione della bellezza e del sublime, nella diffidenza e nei timori suscitati dall’avanzare dell’industrializzazione e del materialismo, ma soprattutto nella ferma convinzione che l’immaginazione e la natura fossero forze rigenerative e curative, capaci di offrire un rifugio e indicare una via per superare le difficoltà e le circostanze del proprio tempo.
Molte delle opere esposte sono incentrate sul paesaggio: i dipinti suggestivi di Kristina Milakovic, in cui la realtà si fonde con l’immaginazione, contengono chiari echi del Romanticismo, mentre le vivaci opere di Anastasia Norenko sono realizzate en plein air, secondo una pratica emersa proprio in quel periodo, quando gli artisti cominciarono a ricercare un legame più profondo e diretto con la natura.
La fotografa Sofia Podestà immortala i ghiacciai artici della Groenlandia, richiamando il fascino Romantico per le regioni polari, legato alla mitica ricerca del Passaggio a Nord-Ovest e al concetto del sublime: quella sensazione di stupore e timore che l’uomo prova di fronte a paesaggi vasti e travolgenti, la cui grandezza lo sovrasta e ne rileva la fragilità.
Le opere del pittore Giuseppe Gallace, della fotografa Vera Rossi e del ceramista Dario Bronzini mettono in risalto la bellezza mozzafiato e la semplicità dei fiori selvatici, rendendo omaggio alla poesia di William Wordsworth e William Blake. Luca Di Branco e Marco Stefanucci traggono invece ispirazione da John Keats, attraverso le loro rappresentazioni di frutti succulenti e del simbolismo ad essi associato.
I dipinti di Riccardo Albiero e Paolo Cancelliere si rifanno all’idea Romantica secondo cui, affinché il mondo possa rigenerarsi, è necessario ripartire da uno sguardo infantile. I bambini erano infatti considerati speciali per la loro innocenza, grazie alla quale godevano di un legame prezioso con la natura.
L’interesse del movimento per il passato medievale e antico – come rivolta emotiva e ideologica diretta contro l’Illuminismo e l’avvento dell’urbanizzazione, dell’industrializzazione e della mercificazione – è fonte di ispirazione per le sculture di Alessio Deli e Vittorio Iavazzo e per i dipinti di Felice Ravagnoli e Agostino Rocco.
L’artista del collage Simona Gasperini e l’artista e performer KeziaT propongono un approccio più estroso al tema, con opere dal tono fortemente illustrativo e poetico, intrise di un romanticismo contemporaneo, mentre l’artista spagnolo Juan José Martínez Cánovas utilizza la matita su carta per creare una serie di figure ibride, metà umane e metà animali, realizzate con squisita maestria. Queste opere richiamano non solo Mary Shelley e il suo Frankenstein, ma anche le inquietudini Romantiche di fronte ad una scienza e a una tecnologia che sfuggono al controllo umano, e al rischio che l’umanità finisca per sovvertire le leggi della natura. Le riflessioni di Shelley sui pericoli dell’interferire con i processi fondamentali della vita offrono un filo conduttore alla mostra, in cui gli artisti si confrontano con le preoccupazioni attuali legate al clima e con le conseguenze dell’Antropocene.
La figura umana rimane al centro dell’attenzione per vari artisti presenti in mostra, tra cui gli scultori Paolo Migliazza e Claire Piredda, con le loro creazioni in resina e terracotta, e il pittore Niccolò Moretti, le cui tele malinconiche riflettono l’interesse Romantico per l’esperienza interiore e personale.
Allo stesso tempo, la suggestiva fotografia in bianco e nero di Paolo Bandini richiama il ruolo fondamentale svolto dalle scrittrici, dalle artiste e dalle muse all’interno del movimento, e diventa metafora di come molte di loro fossero spesso costrette a nascondere o a mascherare la propria identità.
L’opera di Lucianella Cafagna, invece, si ricollega all’interesse del Romanticismo per le fiabe e il folklore, in particolare alla storia di Cenerentola, incarnazione dell’ideale del Bambino Romantico – puro, innocente e istintivo – e al desiderio di una profonda verità emotiva e di un legame autentico con la natura.
In linea con gli ideali Romantici, la mostra si discosta dalle tendenze recenti dell’arte contemporanea e riporta in primo piano le abilità tradizionali, permettendo alla maestria tecnica e al legame emotivo di tornare, insieme alle idee, ad essere criteri fondamentali per valutare un’opera d’arte.
Ufficio stampa
Alessandra Lenzi | [email protected]
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